Che cosa è la diplopia e quando bisogna preoccuparsi

Cos'è la diplopia
Fonte foto: ohga.it

Con il termine diplopia si indica una condizione di percezione doppia di un’immagine, che può manifestarsi orizzontalmente (le immagini si presentano una accanto all’altra), verticalmente (le immagini sono una sopra all’altra) oppure in modo obliquo, che costituisce una combinazione delle altre due. Ovviamente un’immagine confusa provoca anche confusione generale e di conseguenza vertigini e perdita dell’equilibrio. La diplopia, inoltre può essere collegata anche ad altri sintomi, come il dolore dell’occhio e le alterazioni della pupilla, nonché tremori, perdita della sensibilità oppure paralisi.

Diversi tipi di diplopia

Esistono diversi tipi di diplopia. In particolare, essa si distingue in:

Diplopia binoculare; è la forma più comune nonché la più grave di diplopia. Essa si manifesta solo quando entrambi gli occhi sono aperti, ed è spesso originata da una problematica neurologica che deve essere immediatamente individuata. Ad esempio, può insorgere in caso di ictus nei pazienti anziani, in caso di paralisi, tumori, rottura di un aneurisma, distrofia muscolare dei muscoli oculari e non. In questo caso, la diplopia può essere l’unica avvisaglia del problema e costituire un campanello d’allarme di qualcosa di grave, che richiede immediatamente la visita da uno specialista. Con la cura della malattia neurologica, scomparirà anche la diplopia. Tuttavia, la diplopia binoculare, può essere collegata anche ad un semplice strabismo non diagnosticato nell’età infantile. Solitamente, in questo caso, le cure sono lenti correttive, eventualmente con l’utilizzo di bende in caso di occhio pigro; esercizi per riallineare la vista (ad esempio tentare di mettere a fuoco alcuni oggetti in modo ripetitivo).

La diplopia monoculare, invece, non è collegata a malattie neurologiche ma ad alterazioni di un singolo occhio, in grado di “sdoppiare l’immagine”. Le cause sono disturbi come l’astigmatismo, le maculopatie, la cataratta. Questo tipo di diplopia si verifica ad un solo occhio, e per diagnosticarla occorre chiudere l’occhio interessato. Se con l’altro occhio si riesce a vedere in maniera nitida, allora si possono escludere delle problematiche più gravi. Essa può essere curata attraverso le lenti prismatiche, ovvero occhiali in grado di deviare l’immagine, che sono particolarmente indicati in caso di diplopia verticale; nei casi più gravi viene consigliato un intervento chirurgico atto a rimuovere lo strabismo, riallineando gli occhi tra loro. Generalmente questo tipo di intervento va effettuato in più fasi, al termine del quale è comunque necessario utilizzare lenti prismatiche. Un ulteriore aiuto può provenire dalla tossina botulinica, che può essere iniettata nei muscoli oculari per ridurre in modo temporaneo la deviazione oculare. Generalmente si utilizza prima dell’intervento chirurgico.

Diagnosi della diplopia

La diplopia viene diagnosticata con esami specialistici, effettuata da professionisti come l’oftalmologo. Solitamente si inizia il test con una classica tabella riportante le lettere da riconoscere, e successivamente si provvede a valutare la coordinazione degli occhi e la capacità di reagire agli stimoli. Un’ulteriore fase, è quella dell’esame mediante la lampada a fessura, in grado di proiettare una luce intensa nell’occhio. Utilizzando un particolare collirio che dilata la pupilla, lo specialista è in grado di individuare eventuali danni alla cornea. In alcuni casi, però, sono necessari ulteriori approfondimenti, come una risonanza magnetica o una tomografia computerizzata.

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Da anni lavora nel mondo del web. Ha lavorato per alcuni giornali e web tv Project manager di Notiziare.it. Email: martellicus.1988@gmail.com
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