Come si fa la recensione di un film

Cosa giudichiamo quando guardiamo un film? Una domanda che sembra banale ma che nasconde molte più insidie di quanto si possa pensare. C’è chi guarda l’attore preferito, chi il regista, qualche amante della fotografia, qualcun altro sulla sceneggiatura e la colonna sonora e chi, infine, sulle emozioni.

Gli elementi sono tanti per poter dare un giudizio oggettivo, troppe le variabili e svariati i punti di osservazione che possono catturarci e farci innamorare o meno di un film; e ciò porta a scontrarsi “amichevolmente” con i propri compagni: “È così che comincia… La febbre, la rabbia, il senso di impotenza che rende gli uomini buoni crudeli” diceva Alfred a Bruce Wayne in Batman V Superman: Dawn of Justice; non si vuole di certo inneggiare ad un’epica battaglia per stabilire, ad esempio, se Nolan sia meglio di Kubrick ma sarà capitato a chiunque di litigare con un proprio amico per un giudizio diverso su di un film o una serie tv.

Perció si ritorna alla domanda iniziale, dare un giudizio è qualcosa di complesso e al giorno d’oggi è anche più difficile poiché la cultura si è ampliata e più largamente diffusa rispetto al passato cosicché ci si ritrova a guardare tanti film di stampo diverso, tanti generi diversi che non seguono più un filone culturale che duri tra i 5 e i 10 anni (come avvenuto fino agli anni ’90). Si scoprono innovatori di genere ogni anno, molti dei quali si rivelano dei flop (eccezion fatta per Christopher Nolan, l’unico che riesce a mettere tutti d’accordo).

Un parametro che sta diventando sempre più difficile da giudicare riguarda l’idea. Le idee sembra si stiano esaurendo, e i budget non aiutano a crearne di nuove; si faccia caso al fatto che ad Hollywood (quello che dovrebbe essere il luogo in cui avviene la Magia) non se ne hanno più, e allora qual è la soluzione? Riciclare il passato. Quindi avanti con sequel, remake, reboot e chi più ne ha più ne metta; questa grave mancanza viene compensata con grandi effetti tecnici e super star super pagate. Ryan Gosling nel sequel di Blade Runner a 30 anni di distanza è solo uno dei tanti esempi. Per chi è amante del nuovo la speranza resta nei film a basso budget, il cosiddetto cinema indie, che risulta carente dal punto di vista tecnico ma compensa con trame eccellenti.

Come detto gli elementi sono tanti ma negli ultimi 10 anni non riescono a armonizzarsi in un unico film, se non poche eccezioni, quindi giudicare risulta molto complicato. Se a questo si aggiungono le agguerrite campagne di marketing che creano aspettative raramente soddisfatte Non ci resta che piangere (ottimo film la cui idea è stata rimaneggiata ad Hollywood, per tornare al discorso di prima).

La risposta alla domanda non esiste, si può soltanto dire che il metodo migliore per giudicare un film è…. Rullo di tamburi… Guardare film! Guardarne tanti e ampliare la propria cultura, cinematografica e non.

E voi? Qual è il vostro metro di giudizio? Il mio lo scoprirete nelle future recensioni.

About Elena Morrone 31 Articoli

Nata nel 1995, ha frequentato il liceo classico T. Tasso dove ha diretto il giornalino scolastico Kaos. Ora studia alla facoltà di Scienze Politiche all’Università di Salerno. Appassionata di cinema che però non vedrebbe una commedia rosa manco a pagarla oro. Ha una bassa considerazione del cinema italiano da Fellini in poi e pensa che tutte le navi di Crociera sul Nilo e Vacanze ai Caraibi dovrebbero affondare all’istante – odia i cinepanettoni insomma. Guarda serie tv all day long e ogni tanto dorme pure.

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