Expo 2015: le mani della ‘Ndrangheta su alcuni padiglioni

Milano. Le mani della ‘ndrangheta su alcuni padiglioni Expo e sul mega centro commerciale di Arese. I magistrati della Distrettuale di Reggio Calabria hanno chiesto e ottenuto un provvedimento di sequestro di beni per oltre 15 milioni di euro, tutti riconducibili agli uomini di alcuni dei più noti clan malavitosi calabresi.

Sotto sequestro sono finite una serie di società che, negli anni precedenti, hanno vinto appalti e subappalti per la realizzazione dei padiglioni della Cina e dell’Ecuador, delle opere di urbanizzazione e delle infrastrutture di base per Expo 2015, di un subappalto per Ferrovie del Nord e del consorzio di Bereguardo (Pavia). Perquisite e sigillate anche le sedi di società che avrebbero vinto, illegalmente, gli appalti per la costruzione del centro commerciale di Arese (uno dei più grandi d’Italia con i suoi 200 negozi e 25 ristoranti).

La ‘Ndrangheta aveva anche l’estero nel proprio mirino. Nelle indagini sono finiti un complesso turistico-sportivo, ad Arges Pitesti, in Romania e un immobile in Marocco.

Le operazioni sarebbero state pensate e finanziate da Antonio Stefano, braccio destro del boss Giuseppe Coluccio. Stefano si sarebbe poi convertito ai traffici di droga con collegamenti in tutto il mondo per poi riciclare quei soldi sporchi in grossi investimenti. Parte di questi soldi sarebbero serviti anche per gestire le aziende che hanno materialmente costruito Expo.

Potrebbe interessarti:

About Mario Martino 173 Articoli

Nato a Maddaloni il 16/05/1995. Vive a Beltiglio di Ceppaloni, un piccolo paesino della provincia di Benevento. Studia Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Salerno. Scrive anche per Benevento ZON, AlBarSport.com e Derivati Sanniti.

Contact: Facebook
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.