Grammatica: SOS Lingua Italiana in rete, ecco gli errori più frequenti

Nel mondo del web la comunicazione è sempre più veloce e molto spesso negli status sui social, nei post e nelle mail (formali e non) scappano refusi e strafalcioni grammaticali. “Canis festinans caecos parit catulos” direbbero i latini, vale a dire: “Il cane frettoloso partorisce i figli ciechi”. Tuttavia non è con la comunicazione in rete che si è assistito alla nascita di grossolani errori grammaticali. Infatti, gli errori grammaticali più frequenti sui social non sono altro che uno spostamento, dal foglio allo schermo, di alcuni errori che da sempre hanno accompagnato la nostra lingua.

Tra gli errori grammaticali più diffusi in rete abbiamo “daccordo” che è l’errata stesura della parola “d’accordo”. Ancora “qual’ è” in luogo del corretto “qual è”. In questo caso siamo dinanzi ad una forma di ipercorrettismo per cui chi scrive si rifà alla regola generale che vuole la presenza dell’apostrofo davanti a vocale. In tal modo lo scrivente tende a “correggere” una forma apparentemente scorretta che invece è corretta.

Guai a parlare di punteggiatura e sopratutto di virgole. Fondamentali per dare la corretta intonazione al testo scritto, le virgole sono spesso omesse, per fretta, nelle frasi presenti sui social. Così, la corretta frase ” Vado a mangiare, nonna. ” diviene l’ inquietante “Vado a mangiare nonna” che ha un significato ben diverso. Ma nel campo della punteggiatura, il grande sconosciuto resta il punto e virgola, segno di interpunzione sempre più raro. Il punto e virgola separa due proposizioni coordinate ed è utile per ordinare periodi molto lunghi. Sul web è quasi inutilizzato.

Non va meglio con gli accenti, sopratutto in presenza di monosillabi. Di frequente, l’affermazione “sì” è scritta senza l’accento e si confonde con il “si” riflessivo; la preposizione «Da»senza accento viene usata erroneamente con funzione di verbo (dare) al posto di “Dà”. Così “Mario dà una mela a Massimo” (forma corretta) diviene “Mario da una mela a Massimo”.  “Lì”(avverbio di luogo) è spesso confuso con “li”; idem per il «Se» ipotetico (che vuole il congiuntivo) e il «Sé» riflessivo.

Per concludere la ciliegina sulla torta: l’abuso/sopruso dei punti di sospensione. La regola vuole che, al termine di una frase, il numero di punti di sospensione sia tre. Non due, non quattro!

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Nato a Maddaloni il 16/05/1995. Vive a Beltiglio di Ceppaloni, un piccolo paesino della provincia di Benevento. Studia Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Salerno. Scrive anche per Benevento ZON, AlBarSport.com e Derivati Sanniti.
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