Legge 104: la Corte Costituzionale estende i permessi anche ai conviventi

Legge 104. Da oggi, al seguito della sentenza della Corte Costituzionale numero 213 del 2016, i permessi della legge saranno allargati anche ai conviventi non sposati. In questo modo, ai conviventi vengono riconosciuti gli stessi diritti e doveri delle coppie sposate.

La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittima la legge 104, in riferimento alla parte in cui non era prevista la possibilità di retribuzione mensile ai conviventi per assistere il familiare disabile. Nello specifico, è stato dichiarato illegittimo l’articolo 33, comma 3, della legge 104/1992. La Consulta ha stabilito che la norma in questione viola gli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione Italiana.

Tuttavia, potranno usufruire dei permessi della legge 104 solamente i conviventi “more uxorio” (“a modo di moglie”), ovvero coloro che hanno un rapporto di convivenza di fatto. Vale a dire, coloro che non soltanto vivono sotto lo stesso tetto ma che vengono considerati come nucleo familiare, pur non essendo uniti da matrimonio. Le “coppie di fatto” potranno, d’ora in avanti, fruire dei tre giorni di permesso retribuito per assistere il/la compagno/a disabile.

Seppure i giudici spiegano che il verdetto non intende equiparare coniugi e conviventi, la modifica apportata alla legge 104 è una vera rivoluzione nell’ambito del diritto poiché va a tutelare la salute psicofisica del soggetto con handicap in situazione di gravità, assicurandogli la vicinanza della persona con la quale ha una relazione.

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Nato a Maddaloni il 16/05/1995. Vive a Beltiglio di Ceppaloni, un piccolo paesino della provincia di Benevento. Studia Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Salerno. Scrive anche per Benevento ZON, AlBarSport.com e Derivati Sanniti.
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