Luigi Tenco: Frasi Più Belle, Testi Canzoni e Poesie

foto: ilmondo.tv

Cinquant’anni fa, ieri come oggi. Luigi Tenco ha lasciato un segno indelebile nelle vite di coloro i quali amino la vera musica italiana. I suoi messaggi non verranno mai dimenticati.

Il celebre cantante, il 27 gennaio 1967, si tolse la vita con un colpo di pistola all’Hotel Savoy di Sanremo. Nato a Cassine (Alessandria) il 21 marzo 1938, con ‘giallo’ nella sua biografia: Giuseppe Tenco, che morì prima che lui nascesse per un incidente sul lavoro, non era il suo vero padre. Fernando Micca, altro uomo che ha avuto una relazione con la madre, tale Teresa, tentò di riconoscerlo ma il padre glielo impedì.

Luigi Tenco si distinse fin da giovane per la sua spiccata passione per la musica. Da ragazzo, infatti, fondò un gruppo musicale con alcuni amici, che non ebbe poi successo, così come la sua carriera universitaria, terminata anzitempo dopo vari cambi di facoltà.

Nel 1956 entrò a far parte come sassofonista del Modern Jazz Group del pianista Mario De Sanctis, con Fabrizio De Andrè alla chitarra elettrica. L’anno successivo scrive la sua prima canzone.

Il talento di Tenco è splendente: il suo primo contratto discografico è con la Dischi Ricordi, con la quale ottenne i primi successi, sotto diversi pseudonimi. È un’escalation al successo: il cantante diviene sempre più famoso, conquistando tutti con i suoi toni melanconici. Le sue canzoni strappalacrime e dal grandissimo carattere sentimentale. Tenco ebbe una relazione con la cantante Dalida, sulla quale ci sono stati numerosi gossip.

Luigi Tenco Morte: Suicidio dopo Sanremo 1967

La sua morte è avvolta ancora oggi in un alone di struggente drammaticità. Nel 1967 si presentò al Festival di Sanremo con la canzone “Ciao amore ciao”, verso la quale probabilmente nutriva tantissime speranze, e con la quale si classificò invece solo al dodicesimo posto. Molto probabilmente è stato questo che ha gettato Tenco nello sconforto più totale. Già poco prima di salire sul palco la sera del 26 gennaio aveva detto a Mike Bongiorno “Questa è l’ultima volta”; il conduttore rispose “L’ultima volta che canti un brano fox”.

Mai Bongiorno avrebbe immaginato che le parole di Tenco non si riferivano alla sua carriera artistica. Si dice che quell’esibizione sia stata fortemente condizionata dall’assunzione di un farmaco e di una grappa alle pere, che ne avrebbe alterato in maniera decisiva il tono di voce e la cadenza del ritmo, per stessa ammissione del cantante più lento del normale.

Rientrato nel suo albergo, il già citato Hotel Savoy, venne trovato morto nella sua camera. Il decesso fu stimato a dopo la mezzanotte. Il corpo del cantante fu ritrovato con un un foro di proiettile alla testa, probabilmente sparato dalla pistola che Tenco aveva comprato, a suo dire, per difesa personale.

Questo il suo biglietto d’addio:Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi“.

Sulla sua morte ci sono tanti dubbi: c’è ancora l’ipotesi omicidio. Ma sul suo talento no. Ecco alcune delle frasi più belle, tratte dai testi delle sue canzoni, e da alcune vere e proprie poesie.

  • Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare, il giorno volevo qualcuno da incontrare, la notte volevo qualcuno da sognare” (da “Mi sono innamorato di te”);
  • Preferirei sapere che piangi, che mi rimproveri dì averti delusa, e non vederti sempre così dolce, accettare da me tutto quello che viene. Mi fa disperare il pensiero di te , e di me che non so darti di più“;
  • Ho capito che ti amo quando ho visto che bastava un tuo ritardo per sentir svanire in me l’indifferenza per temere che tu non venissi più. Ho capito che ti amo quando ho visto che bastava una tua frase per far sì che una serata come un’altra cominciasse per incanto a illuminarsi. E pensare che poco tempo prima parlando con qualcuno mi ero messo a dire che oramai non sarei più tornato a credere all’amore a illudermi e sognare. Ed ecco che poi ho capito che ti amo e già era troppo tardi per tornare. Per un po’ ho cercato in me l’indifferenza, poi mi son lasciato andare nell’amore“;
  • Io sono uno che parla troppo poco, questo è vero, ma nel mondo c’è già tanta gente che parla, parla…“.
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Appassionato di calcio fin da bambino, nato a Bari nel 1970. Da sempre tifoso del Bari, mi interesso di calcio, basket e altri sport.
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