Nel Paese delle Meraviglie: Alla Scoperta del Vallone dei Mulini (Campania)

Bentornati, amici lettori, “Nel Paese delle Meraviglie”; la rubrica di Notiziare.it che ogni sabato vi porta a spasso per lo stivale alla scoperta delle meraviglie italiane.

Roberto Bolano, scrittore e poeta cileno, sosteneva: “Ogni cento metri il mondo cambia.”  Figuriamoci allora quando parliamo di chilometri… Infatti la scorsa settimana ci eravamo lasciati a Viterbo (Lazio) e più precisamente nel “Parco dei Mostri”. Questa settimana, “rotolando verso sud” andiamo a scoprire una bellezza tutta campana, situata nella meravigliosa costiera sorrentina: il Vallone dei Mulini.

Originatosi circa trentacinquemila anni fa, a seguito di una violenta eruzione dei Campi Flegrei, addormentato in una valle della costiera sorrentina,  si trova il Vallone dei Mulini che deve il suo nome alla presenza di un mulino utilizzato per la macinazione del grano. L’eruzione ricoprì di detriti la zona che va da Punta Scutolo a Capo di Sorrento. Contemporaneamente le acque sorgive, alla ricerca di uno sbocco in mare, scavarono un profonda e stretta gola che ha dato vita all’attuale Vallone dei Mulini.

Nel XVI secolo la zona era della famiglia Tasso per poi passare ai Correale nel secolo successivo. La famiglia Correale costruì un porto allo sbocco della valle. Negli anni successivi, sul fondo della valle, venne costruito un mulino, che, sfruttava le acque del torrente per macinare il grano da vendere poi ai sorrentini. Accanto al mulino furono costruiti anche una segheria ed un lavatoio pubblico. Dell’originario complesso descritto sono ancora visibili i ruderi. Il Vallone dei Mulini, pur essendo un luogo rustico e popolare, fu comunque oggetto di opere pittoriche di artisti italiani e stranieri.

Agli inizi del XX secolo, il Vallone dei Mulini si trovò diviso in due: da un lato, lo sbocco verso il mare e dall’altra il piccolo complesso industriale. La costruzione di Piazza Tasso isolò il Vallone dal resto della costiera sorrentina. Col tempo, la natura si è impadronita di questo luogo abbandonato. Il clima generatosi, dopo la chiusura, è stato talmente umido (80% di umidità) da far nascere piante particolari considerate rare come la Phyllitis vulgaris e diverse forme di piante carnivore.

Insomma, un luogo imprigionato in un suo clima e in un suo tempo. Una valle dove la natura, continuando a fare il suo corso, ha dato vita ad un’atmosfera incantata e surreale. Una realtà che continua a vivere senza la presenza di alcun uomo.

Anche per questa settimana è tutto. Il prossimo appuntamento con “Nel Paese delle Meraviglie” tra una settimana, alla scoperta di altre meraviglie del nostro  stivale. Chi si è perso le precedenti avventure può trovare di seguito i link degli ultimi viaggi a spasso per l’Italia.

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Nato a Maddaloni il 16/05/1995. Vive a Beltiglio di Ceppaloni, un piccolo paesino della provincia di Benevento. Studia Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Salerno. Scrive anche per Benevento ZON, AlBarSport.com e Derivati Sanniti.

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