Referendum Costituzionale: Il 4 Dicembre gli italiani saranno chiamati alle urne

Referendum costituzionale. La data stabilità per il voto è domenica 4 dicembre 2016. La decisione è stata comunicata nel pomeriggio di ieri al termine del consiglio dei Ministri, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti che spiega: “Abbiamo deciso con dieci giorni di anticipo rispetto al termine di legge.”

Così, il corpo elettorale italiano è chiamato alle urne per rispondere, con un ‘Sì’ o con un ‘No’, al seguente quesito elettorale: ” Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.88 del 15 aprile 2016 ? “

Dal momento che i cittadini italiani hanno il compito di decidere in merito ad un Decreto di legge di notevole importanza, è bene sapere cosa dice il testo di legge e quali modifiche apporterebbe la suddetta riforma.

Innanzitutto è opportuno chiarire che il Ddl (Decreto di Legge ) è stato emanato il 15 aprile 2016 ed ha ottenuto l’approvazione al Senato con 180 sì, 112 no e 1 astenuto, ma dal momento che si propone di cambiare la Costituzione ha avuto bisogno di un ulteriore passaggio in Parlamento. Nella seconda lettura alla Camera, la riforma non ha ottenuto la maggioranza dei due terzi dei componenti delle Camere. Così, secondo legge, la decisione spetterà al popolo che sarà chiamato a rispondere ad un referendum di tipo confermativo. Il testo di legge, reperibile sul web per intero, se approvato comporterebbe:

-La fine del bicameralismo perfetto. La Camera dei deputati diventerà l’unica assemblea legislativa e sarà l’unica a poter votare la fiducia al governo. Ciò, effettivamente, velocizzerebbe il processo legislativo ma assegnerebbe fin troppo potere decisionale ai futuri governi.

-Nuova modalità per Referendum e iniziative popolari. 800 mila firme, contro le 500 mila attuali, per proporre un Referendum.  Triplicato il numero di firme necessario per le iniziative popolari. 150 mila invece di 50 mila per presentare progetti di legge di iniziativa popolare.

-Abrogazione Cnel. La riforma prevede l’abrogazione totale dell’articolo 99 della Costituzione riguardante il Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro). Il Cnel è un organo di rilievo costituzionale. L’organo è di tipo consultivo e ha diritto all’iniziativa legislativa, limitatamente alle materie di propria competenza.

-Riduzione del numero dei senatori. Il numero dei senatori verrà ridotto da 315 a 100 di cui 5 saranno scelti dal Presidente della Repubblica e 5 dalle Regioni. Restano comunque i senatori a vita che saranno gli ex presidenti della Repubblica non conteggiati nel numero dei senatori scelti dal Colle ma di fatto senatori.

-Nuova funzione legislativa del Senato. Il Senato avrà competenza legislativa per quanto riguarda le riforme costituzionali, trattati internazionali, leggi elettorali degli enti locali e referendum popolari. Ogni disegno di legge verrà subito trasmesso al Senato che entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, potrà disporne l’esame. Successivamente, il Senato ha trenta giorni per deliberare a maggioranza assoluta alcune proposte di modifica sulle quali si pronuncerà definitivamente la Camera.

– Nuova modalità di elezione del Capo dello Stato. Il Presidente della Repubblica Italiana sarà eletto dai 630 deputati e dai 100 senatori. Occorrono i due terzi dei componenti per i primi tre scrutini. Dal quarto si scende ai tre quinti. Dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti.

-Modifiche alle nomine dei Giudici della Consulta. Non sarà più il parlamento ad eleggere i 5 Giudici della Consulta ma bensì le due Camere. Anche la ripartizione dei Giudici cambierà. Tre alla Camera e due al Senato.
Per l’elezione è richiesta la maggioranza dei due terzi per i primi due scrutini. Dagli scrutini successivi è sufficiente la maggioranza dei tre quinti.

-Disposizioni per Regioni ed Enti Locali. L’approvazione del testo di legge comporterebbe l’introduzione di costi e fabbisogni per rendere più efficienti le funzioni pubbliche dei comuni, delle città metropolitane e delle Regioni. Infine si pone un limite al compenso dei dirigenti di organi regionali, che non sarà superiore a quello dei sindaci dei capoluoghi di Regione.

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Nato a Maddaloni il 16/05/1995. Vive a Beltiglio di Ceppaloni, un piccolo paesino della provincia di Benevento. Studia Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Salerno. Scrive anche per Benevento ZON, AlBarSport.com e Derivati Sanniti.
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