Simone Perrotta e quegli incredibili Mondiali del 2006

Una vita da mediano che ha conosciuto il momento più esaltante con la sorprendente ed incredibile vittoria dei Mondiali in Germania

Simone Perrotta ex calciatore

Simone Perrotta, classe 1977 e nato in terra inglese, nella contea di Greater Manchester per l’esattezza, dove passa anche i suoi primi 5 anni di vita, ma calabrese nel sangue e dove passerà il resto dell’infanzia e dell’adolescenza. Ed è proprio nella squadra del capoluogo di regione, la Reggina, che comincia la sua carriera: dalla maglia amaranto, passerà poi a quella bianconera della Juve, successivamente al Bari, al Chievo ed infine alla Roma dove porterà avanti la sua carriera per dieci anni.

Una vita da mediano (ma anche da trequartista in alcuni momenti della sua carriera) che ha conosciuto il momento più esaltante nel 2006 con la sorprendente ed incredibile vittoria dei Mondiali in Germania.  Vittoria ancora più “magica” per Perrotta che aveva perso la maglia azzurra per quasi un anno e mezzo e poi richiamato dal Commissario Tecnico Marcello Lippi poco prima della partenza per l’avventura Mondiale.

Per parlare di questo (anche del divertente aneddoto che riguarda il matrimonio di suo fratello celebrato due giorni dopo la finale di Berlino) e di molto altro sulla sua carriera, Betway ha deciso di intervistare il Campione del Mondo realizzando un articolo corredato di infografica interattiva dedicata alla sua carriera.

Torniamo dunque a quel Mondiale vinto davvero in modo sorprendente. A poche settimane dall’inizio della competizione, il calcio italiano infatti conosce uno dei momenti più bui con lo scoppio della scandalo “Calciopoli” che avrà pesanti conseguenze su squadre e dirigenti. La nazionale viene anche contestata durante il raduno a Coverciano e Marcello Lippi è costretto a rispondere nel corso delle conferenze stampa, più a domande che riguardano il caso rispetto alle scelte tecnico – tattiche per il Mondiale alle porte.

Simone Perrotta ricostruisce quei momenti di grande tensione e svela come il CT sia riuscito davvero a tirare fuori il meglio da una condizione di evidente ed estrema difficoltà. La saggezza orientale dice che si può trasformare il veleno in medicina e sostanzialmente Lippi è quello che ha fatto, cementando il gruppo con le difficoltà e le tensioni che davvero non mancavano in quei momenti. Un gruppo capace di battere così squadre sulla carta più forti e con alcune individualità (Fabio Grosso su tutti) che in quel Mondiale andarono davvero oltre i loro limiti tecnici e fisici.

Parlando della sua lunga carriera, oltre a Marcello Lippi, Perrotta cita altri due allenatori in particolare: il primo è Carlo Ancelotti che, ai tempi dei suoi anni in bianconero, lo lanciò per la prima volta nel ruolo di trequartista, niente meno che per sostituire Zinedine Zidane. E poi non poteva mancare un riferimento a Claudio Ranieri, il tecnico con cui Simone ha sfiorato la vittoria di uno scudetto in giallorosso, uno dei più grandi rimpianti sportivi nella bellissima carriera del centrocampista.

Chiusa la sua carriera da giocatore, Perrotta è entrato nel Consiglio Federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio per la componente atleti, dove ha già occupato varie cariche. Ha pure collaborato ad un programma televisivo, una sorta di talent calcistico alla ricerca di nuovi talenti nei settori giovanili.

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Da anni lavora nel mondo del web. Ha lavorato per alcuni giornali e web tv Project manager di Notiziare.it. Email: martellicus.1988@gmail.com
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