The Beatles: Eight Days A Week, il Film di Ron Howard

Ragazzi che urlano, poliziotti che trattengono, giovani fanciulle che piangono, capelli strappati che volano al vento! No, non è uno scenario apocalittico degno del miglior Michael Bay… Sono quattro giovani di Liverpool che sbancano il lunario musicale negli anni ’60; anni di rivoluzione, anni di attivisti e presidenti assassinati, anni di potere giovanile e di rivolta, anni del successo dei FabFour.

Ron Howard non si concentra sul prima o sul dopo, ma sui nove anni di successo  (’61-’70) e inaugurati con l’entrata del buon Ringo Starr nel gruppo. Il viaggio è accompagnato dalle voci dei protagonisti, giornalisti e personaggi di spicco ( da Elvis Costello a Whoopi Goldberg). Della vita privata dei protagonisti viene detto poco o nulla, i 4 vengono analizzati come un’unica entità con diversi corpi; obiettivo del regista è quello di raccontare il successo e basta e il risultato è dei migliori possibili. Il film è coinvolgente ed emozionante, ci si ritrova a canticchiare sottovoce Help o I want to hold your hand e si ritorna giovani in fretta.

La ciliegina sulla torta è la mezz’ora finale con 30 minuti inediti dell’ultimo concerto americano tenutosi nel ’66 allo Shea Stadium di New York. Non ci si sente così lontano da quelle ragazzine urlanti.

Poi il concerto finisce, il film finisce, si esce dalla sala e si assapora una strana sensazione… La sensazione di non aver visto nulla di veramente nuovo, non ci viene data una rappresentazione totale e introspettiva dei ragazzi. Insomma si ha la sensazione che sia stato soltanto approfondito ciò che già si sapeva su John, Paul, George e Ringo.

L’obiettivo era mostrare e analizzare il loro successo ma si sente che ci si poteva spingere oltre, analizzando meglio la psiche di quei quattro capelloni che ha portato prima ad un successo così ampio (questo viene fatto in maniera marginale) e soprattutto capire i veri motivi dello scioglimento (anche questi analizzato in modo superficiale).

Insomma un buon docu-film, ma che vuole solo offrire immagini positive dei personaggi, un film buonista alla Spielberg per intenderci.

Ci saremmo aspettati un’analisi più approfondita e psicologica di quei giovani e bravi ragazzi che hanno ottenuto un successo inspiegabile persino da loro, nonché da tutto il mondo.

Le certezze sono due: il panorama musicale è cambiato con loro, e rimarranno per sempre impressi nella storia.

About Elena Morrone 31 Articoli
Nata nel 1995, ha frequentato il liceo classico T. Tasso dove ha diretto il giornalino scolastico Kaos. Ora studia alla facoltà di Scienze Politiche all'Università di Salerno. Appassionata di cinema che però non vedrebbe una commedia rosa manco a pagarla oro. Ha una bassa considerazione del cinema italiano da Fellini in poi e pensa che tutte le navi di Crociera sul Nilo e Vacanze ai Caraibi dovrebbero affondare all'istante - odia i cinepanettoni insomma. Guarda serie tv all day long e ogni tanto dorme pure.
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